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venerdì 20 giugno 2014

Bombolotti alla Gricia

BOMBOLOTTI ALLA GRICIA


 Portate ad ebbolizione abbondante acqua salata e lessate i bombolotti nel frattempo fate rosolare un po' d'olio con il guanciale tagliato a striscioline e un pò di cipolla, insaporite con il peperoncino, la pasta e mantecatela nella padella. aggiungete poi il pecorino grattugiato  e impiattate.

 Spolverare con pepe e pecorino


 






























Parmigiana light

La parmigiana è un piatto che mi piace tantissimo ma con le melanzane fritte diventa troppo pesante per questo io ho la mia ricetta light




Parmigiana light

Taglio  a fette spesse un centimetro e mezzo, due le melanzane lavate e le metto a strati in uno scolapasta con del sale grosso. Poggio sopra un piatto e metto sul piatto un peso e lascio 4/ 5 ore a  perdere l'amaro. Poi le sciacquo e le  e strizzo bene poi metto nel forno a 200° sulla griglia per circa dieci, quindici minuti. Le melanzane dovranno ammorbidirsi ma non scurirsi.
Poi passo al condimento affetto  la mozzarella e grattugio  parmigiano . In una teglia metto un mestolo di pomodoro poi comincio ad alternare strati di melanzane, mozzarella, salsa di pomodoro e grana grattugiato fino ad esaurimento. Termino con uno strato di sugo mozzarella  e abbondante formaggio grattugiato.
Metto in forno a 200° per 45 minuti finché non si sarà fatta una crosta sulla superficie.  Faccio  riposare almeno 10 minuti  prima di servire.




Biscotti antichi al latte

INGREDIENTI

  • 275 gr. di farina 0
  • 1 uovo
  • 40 gr. di burro fuso
  • 100 gr. di zucchero
  • 40 ml. di latte
  • scorza di un limone grattugiata
  • 4 gr. di ammoniaca per dolci                                      

Preparazione

In un recipiente ampio   amalgamate  l'uovo e lo zucchero, aggiungete il burro fuso raffreddato e la scorza di limone.
Intiepidite il latte e scioglietevi dentro l'ammonica che aggiungerete al composto. Infine unite la farina setacciata e impastate fino ad ottenere un impasto liscio e molto morbido.
, ungetevi le mani con poco olio e prelevate dei pezzetti di impasto, create dei bastoncini piuttosto spessi e schiacciateli un pò appoggiandoli sulla teglia  ricoperta di  cartaforno.
Disponeteli ben distanziati fra loro, spennellateli con del latte e ricopriteli con lo zucchero semolato. Infine con i rebbi di una forchetta fate delle righe sulla superficie dei biscotti.
Infornateli a 180° gradi per dieci minuti, dovranno dorarsi appena.




La cucina Romana

La cucina romana tradizionale è fondata su ingredienti di derivazione rurale e contadina, di origine vegetale ed animale, preparati secondo ricette spesso tramandate di generazione in generazione in ambito familiare. Poiché si è sempre trattato di pietanze ricavate da una terra molto fertile e produttiva, destinate a soddisfare le esigenze energetiche dell'uomo impegnato nel lavoro nei campi e spesso consumate nell'ambito di una od al massimo due sedute alimentari quotidiane, le preparazioni della cucina romana sono idealmente associate a piatti particolarmente nutritivi, somministrati in porzioni abbondanti.

Filosofia e storia

I capisaldi di questa cucina sono i primi piatti, sia asciutti sia in brodo. Questi ultimi sono preparati con della pasta con verdure o legumi (ceci, patate, broccoli, fagioli), e il cosiddetto "quinto quarto". Nei giorni di festa era molto comune l'abbacchio e la carne di capretto forniti direttamente dai pastori locali.
Roma è stata da sempre un mercato di consumo e non di produzione, ma la cucina romana ha avuto a disposizione le produzioni tipiche della regione, dall'olio ai maiali dell'Umbria (i macellai che vendevano maiale si chiamavano, infatti, norcini, e fino agli anni cinquanta il maiale non si vendeva da dopo Pasqua a novembre). Il burro nella vera cucina romana è praticamente uno sconosciuto: per ingrassare e anche per friggere si usava casomai lo strutto di maiale. Ma il condimento d'elezione è l'olio, ancora presente tra le produzioni tipiche del Lazio.

La cucina povera

Il quinto quarto è quel che rimane della bestia vaccina o ovina dopo che sono state vendute ai benestanti le parti pregiate: i due quarti anteriori e i due quarti posteriori.
Si tratta, quindi, di tutto quanto è commestibile delle interiora: trippa (la parte più pregiata è il reticolo, a Roma detta anche cuffia), rognoni (i reni della bestia: vanno tenuti a bagno in acqua acidulata con limone, prima di cucinarli), cuore, fegato, milza, animelle (pancreas, timo e ghiandole salivari) e schienali, cervello e lingua. Dalla carne ovina si prende anche la coratella, l'insieme delle interiora (fegato, polmoni, cuore).
Per il maiale e la vitella, a questa lista vanno aggiunti gli zampetti.
Da che esiste Roma, la cucina delle classi meno abbienti è stata quella dei prodotti del vicino Agro, delle farinate e dei legumi. Non a caso la celebre "puls" dei romani (che per questo erano detti "pultiferi" cioè mangiatori di polenta) era una pappa di cereali e legumi che nei diversi accostamenti prendeva altri nomi e sapori.
Tra i legumi erano i ceci a farla da padrona, anche sulla tavola dei ricchi. Bagnati di olio e presentati caldi in ciotoline di coccio aprivano il pasto della sera. Poi, con i secoli, la cucina del volgo prese l'abitudine di fare della zuppa di legumi il suo piatto della vigilia, come pasta, ceci e baccalà.

La cucina di festa

  • i fritti in pastella
  • l'abbacchio e la coratella
  • il piccione

Gli aromi

Le verdure

Il pesce

La cucina degli ebrei romani


Carciofo alla Giudia del Ghetto Ebraico

Formaggi e dolci

Piatti tipici

  • i rigatoni con la pajata, ossia con l'intestino tenue di vitello da latte(il più gustoso) oppure di agnello e di capretto, contenente ancora il chimo, sostanza ricca e cremosa
  • gli spaghetti alla carbonara con uova, guanciale, pepe nero e pecorino
  • i bucatini all'amatriciana, con guanciale, pecorino e salsa di pomodoro
  • le penne all'arrabbiata
  • i vermicelli cacio e pepe, il cui condimento risulta essere una "semplice" salsa composta da acqua di cottura (facoltativa), pepe nero e pecorino (l'acqua di cottura si utilizza nel momento in cui durante la mantecatura della pasta la stessa risulti troppo "dura")
  • la coratella d'abbacchio con i carciofi
  • la trippa alla romana, aromatizzata con la menta e condita da abbondante pecorino romano
  • la coda alla vaccinara
  • il saltimbocca alla romana, fettina di vitello con prosciutto crudo e salvia, cotta nel burro e vino bianco

sabato 14 giugno 2014

Ciambelle e Bomboloni

Oggi ho voluto provare a fare le ciambelle i 
bomboloni con le patate ecco la ricetta


500 g di patate
60 g di zucchero
50 g di burro (o 50 g di olio)
1 pizzico di sale
250 gr di pasta madre appena rinfrescata


1 uovo
320 g di farina 00 (potrebbe servirne anche qualche cucchiaio in più, regolatevi in base all’umidità delle patate)
Scorza di 1 limone grattugiato
q.b. vaniglia


1 l di olio di arachidi per la frittura
q.b. zucchero semolato

Preparazione: Rinfrescate la pasta madre e lasciatela riposare 2 ore  oppure fino al raddoppio  mettere a lessare le patate e con una forchetta schiacciarle ancora tiepide. Ora unire a questo composto il lievito spezzettato ed il burro a fiocchetti (o l’olio). Una volta amalgamati questi ingredienti, aggiungere la farina, l’uovo, la scorza di limone, la vaniglia e lo zucchero. Lavorare bene fino a formare una palla. L’impasto risulterà morbido ma deve essere così. Coprirlo e lasciarlo lievitare per almeno 2 ore. Quindi riprenderlo, stenderlo sul piano da lavoro e coppare dei dischi con una formina tonda con il centro forato. Coprire con un canovaccio e lasciar lievitare per un’altra oretta. Friggere in abbondante olio bollente fino a doratura. Lasciar colare sulla carta assorbente e poi passarli sullo zucchero semolato.

P.S. Ottime anche al forno!